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Presidente della Repubblica Italiana: un testimone nel caso di collusione con la mafia

  • 14.01.2015, 13:40,
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Oggi, il 28 ottobre, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano testimonier? al processo contro la presunta "collusione tra lo Stato e la mafia". Questo ? il primo precedente nella storia della Repubblica, quando l'attuale capo di Stato arriva a testimoniare in tribunale. Come ? stato notato, l'interrogatorio che coinvolge quattro procuratori, che si occupano di questo caso di alto profilo, si terr? in condizioni speciali - a porte chiuse presso il Palazzo del Quirinale, la residenza romana del Presidente. Un elenco di domande ?  stato gi? preparato. L'accusa sar? presentata da un altro pubblico ministero, il quale, tuttavia, non potr? interrogare Giorgio Napolitano. 

Processo clamoroso, che mira a scoprire se ci fosse gi? negli anni '90 una cospirazione tra il governo e la mafia, ha cominciato a Palermo nel maggio 2013. Al caso, che ha coinvolto sia i boss mafiosi che alcuni politici, sono stati aggiunti i materiali stampati delle telefonate intercettate  tra Giorgio Napolitano e l'ex ministro degli Interni Nicola Mancino (1992-1994). L'ultimo ? coinvolto nel caso in qualit? dell'imputato. L'89-enne signor Napolitano, diventato il Presidente della Repubblica Italiana nel 2006 e rieletto nel 2013, era a capo del Ministero degli Affari Interni dal 1996 al 1998. 

In precedenza, la Corte Costituzionale - dopo numerosi appelli - ha stabilito che ? lecito prendere le letture al processo dal Capo dello Stato, ma senza lo sconvolgimento dell'equilibrio degli interessi di potere. All'inizio degli anni '90,  in Italia ? stata fatta una serie di attacchi terroristici. Dietro di loro c'era un organizzazione criminale Cosa Nostra, che stava cercando di ricattare i vertici di potere, conseguendo lo scopo di  ottenere dal governo il moderamento dell'articolo penale speciale per le attivit? mafiose. In seguito sono stati rilasciati dai carceri pi? di 300 mafiosi. Le indagini di questi casi sono partiti in Italia solo dopo venti di anni. I pubblici ministeri sperano che il tribunale aiuter? a fare luce sulle circostanze della strage dei famosi giudici di mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Tra i principali imputati - il "padrino" Tot? Riina, che sta gi? scontando una condanna a vita in prigione . Si ritiene che ? stato proprio lui ad essere il committente diretto dell'assassinio di Falcone.

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